Dalla Legge della Regione Sicilia 1/2000:
1. La bandiera della Regione è formata da un drappo di forma rettangolare
che al centro riproduce lo stemma della Regione siciliana, raffigurante la Triscele
color carnato con il gorgoneion e le spighe, come individuato all'articolo 2
della legge regionale 28 luglio 1990, n. 12. Lo stemma ha dimensioni pari a tre
quinti dell'altezza della bandiera. Il drappo ha gli stessi colori dello stemma:
rosso aranciato e giallo, disposti nel medesimo modo.
2. La bandiera è alta due terzi della sua lunghezza.
3. All'innesto del puntale sull'asta della bandiera è annodato un nastro con i
colori della bandiera della Repubblica
Il Triscele (in qualche caso indicato anch'esso come Trinacria) è stato
adottato dal Parlamento Siciliano come parte integrante della bandiera siciliana,
dove è stato posto al centro, tra il rosso e l'oro della bandiera, con la legge
regionale n. 1 del 2000.
Le origini del Triscele, sono molto antiche, si parla addirittura
di un simbolo usato dalla civiltà minoica, importato in Sicilia dagli stessi greci
che la colonizzarono. Il più antico simbolo del Triscele è in terracotta e viene
conservato al Museo Archeologico di Agrigento ed è stato trovato a Palma
di Montechiaro.
Il Triscele, come simbolo della Sicilia, era inizialmente la testa della Gòrgone
(o della più specifica Medusa), i cui capelli sono serpenti, dalla quale si
irradiano tre gambe piegate all'altezza del ginocchio. La Gòrgone è un
personaggio mitologico, che secondo il poeta greco Esiodo era ognuna delle
tre figlie di Forco e Ceto: Medusa (la gòrgone per antonomasia), Steno (la forte),
Euriale (la spaziosa). Un'altra versione della testa è quella di una donna,
forse di una dea, in taluni casi raffigurata con le ali per indicare l'eterno
trascorrere del tempo, contornata da serpenti per indicare la saggezza.
I serpenti in seguito sono stati sostituiti da spighe di frumento, a voler
significare la fertilità della terra dell'Isola.
Durante il VIII secolo a.C.,
i greci navigavano il Mar Mediterraneo alla ricerca di nuove terre. Quando
scoprirono una nuova isola sconosciuta rimasero affascinati dalla sua abbondanza.
Circumnavigandola scoprirono che aveva una forma triangolare con tre punte,
che oggi conosciamo come Capo Passero a sud, Capo Peloro a est e Capo Lilibeo a
ovest. Il triscele apparve sulla scena dopo la scoperta greca dell'isola, che i
Greci chiamarono Trinacria, dalla parola greca: trinacrios, che significa treis
(tre) e àkra (promontori), da cui anche nel latino trìquetra (a tre vertici).
Il triscele, in seguito, fu adottato dai greci come simbolo della Trinacria
,
che è rimasto un sinonimo per Sicilia.
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