Sulla punta
N/E della Sicilia, ai piedi dei monti Peloritani, esiste un villaggio:
Faro Superiore. Vi parlo di questo paese, perchè oltre
ad esserne una nativa affezionata, esso è particolare in quanto affacciandosi
sullo Stretto di Messina, regala la visione di un suggestivo paesaggio, con
giochi di
colori tra cielo, mari e monti.
Per quanto riguarda le sue origini, sappiamo che il nome "Faro", è stato dato
dalla colonia dei Pharii, cioè dai greci provenienti dalla città di Pharis,
vicino al monte
Taigeto, in Laconia (una regione del Peloponneso).
Essi furono scacciati dalla Grecia dagli Spartani, dopo la loro sconfitta nella
battaglia per
la conquista di un Tempio di Diana.
I Pharii spostandosi da Messina, per voglia
di espansionismo, per cercare maggiore prosperità , si stabilirono sulle collinette
peloritane, che chimarono "Monti Farii", dove costruirono il villaggio del "Casale del Faro"
ubicato in contrada "Casalotto", quì si dedicarono alla coltivazione della vite e degli
alberi da frutto, inoltre lungo il torrente Papardo edificarono la chiesetta della "Madonna
dei Miracoli" ancora esistente.
Il Casale del Faro, per la sua pregevole veduta era considerato come capoluogo
dei villaggi vicini (Torre Faro, Ganzirri, S.Agata), in quanto era destinato a
sede Notarile e a sede di Conciliazione, da cui dipendevano i predetti villaggi.
Per ragioni di convenienza e di lontanza, Torre Faro si staccò da Faro nel 1747,
e per distinguerli a quest'ultimo fu dato il nome di "Faro Superiore", mentre
Ganzirri si staccò nel 1819 e S.Agata nel 1813.
Vi furono costruite le rispettive
chiese curate, dipendenti da Faro Superiore che imponeva loro un annuo canone come
segno di perpetua sudditanza. Fra gli abitanti di Faro Superiore,
Torre Faro e Ganzirri vi era un grande spirito di coalizione. I faresi si distinguevano
per la loro abilità nell'uso delle armi, ciò ne fu dato esempio sia con la
cacciata dei turchi dalle spiagge dello stretto nel 1526, sia con la
costituzione di una Milizia Urbana (1400-1846), la cui caserma fu costruita
nella piazzetta della chiesa della Candelora (attuale campetto parrocchiale),
per vigilare il paese dagli assalti dei pirati. Particolare luogo di vigilanza,
durante il servizio notturno era la Fiumara Guardia, un altro
servizio di vigilanza veniva svolto durante le solennità parrocchiali in cui tutta la
milizia urbana accompagnava il curato dalla casa alla chiesa e viceversa con
continui spari di fucile.
Per quanto riguarda la vita commerciale farese, il villaggio vantava la
coltivazione e la produzione del cotone, prima con un metodo che consisteva
nel filare la seta con uno strumento primitivo chiamato "manganello" (naspo);
dopo verso il 1840, grazie ad un ricco ed intelligente messinese industriale
"Giacomo Galatti" domiciliato a Faro Sup. che edificò un importante filanda
per ottimizzare con mezzi più moderni l'arte della seta. La filanda lavorò
fino al 1880, quando a causa del grave ribasso che subirono le sete, fu
chiusa con la negativa conseguenza che il villaggio perse un importante
attività economica. Proprio perchè intitolato "Pillole di Storia", non vuole
avere alcuna presunzione di essere considerato un articolo sulla storia di
Faro Superiore, bensì vuole dare alcune notizie sulle sue origini e
sull'importanza che tale villaggio ha avuto nel passato sui paesi limitrofi.
Francesca C.