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Strumenti Musicali : Campane tubolari
Inviato da Aurora il 25/9/2008 15:20:00 (873 letture)
Strumenti Musicali

[i]Lo strumento musicale di cui vi parlerò oggi è un idiofono a percussione:Le campane tubolari .
Sono formate da lunghi tubi cilindrici cavi,realizzati solitamente in ottone,grazie ai quali è possibile produrre un’intera gamma di suoni d’altezza definita, il suono varia secondo la lunghezza del canneggio . Vengono messe in vibrazione percuotendole (nella parte alta del tubo) con degli appositi martelletti con “la testa” in cuoi o in plastica .Le campane tubolari sono di origine antichissima ,sembra che siano state realizzate nella storica Cina.Questo strumento è presente in orchestra dal 1850 circa.

COME REALIZZARE:


Occorre procurarsi in una ferramenta qualche metro di tubo in ottone. Il diametro del tubo deve essere di 16 mm .Bisogna tagliare il tubo in 8 parti.Queste sono le lunghezze dei tubi da sinistra a destra:

DO = 59,9 cm
RE = 56,7 cm
Mi = 53,4 cm
FA = 52,1 cm
SOL = 49,4 cm
LA = 46,5 cm
SI = 44,2 cm
DO = 42,4 cm


Dopo aver creato 8 “canne” (con le rispettive misure) è necessario forarle in alto ,per poi appenderle con una corda a un telaio.

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Strumenti Musicali : L’ANIMA DEL SOLISTA
Inviato da Daniela il 21/9/2008 1:00:00 (303 letture)

È vero... a suonare l’ottavino è quasi sempre un flautista, essenzialmente le posizioni sono le stesse, l’impostazione non sembra molto diversa e dopo qualche tempo si riesce anche a prendere confidenza con un leggio (quello “da passeggio”) che vi garantisco essere scomodissimo, tanto da lasciare all’improvvisazione dell’esecutore tutte le battute impossibili da leggere. Ciò potrebbe far pensare che il passaggio da uno strumento all’altro sia del tutto naturale e che avvenga nella più assoluta semplicità, ma la mia esperienza non è stata proprio questa....
Ho cominciato a suonare l’ottavino, dopo qualche anno di esperienza col flauto, quando un giorno il M°Costanzo mi ha dato in mano uno strumento che lì per lì m’è sembrato un giocattolo e mi ha detto qualcosa del tipo: «Toh, tra un mese c’è il concerto di Natale, ti conviene imparare a suonarlo prima...».
Questo è stato quello che ho cercato di fare, convinta che se prima di me l’avevano fatto in tanti, non poteva essere così difficile... infatti....quando si dice “le ultime parole famose”...
Di lì a poco, ho constatato che, nonostante le somiglianze, si trattava di due strumenti diversi che richiedono un’impostazione definita, un’emissione precisa e uno studio attento e specifico. Tutto sommato, questo l’avevo anche messo in conto, quello che invece non avevo considerato era il fatto che questo nuovo strumento potesse richiedere soprattutto un carattere diverso. Mi spiego meglio: la differenza principale tra il suono del flauto e quello dell’ottavino è che, sicuramente, quello del piccolo emerge più facilmente. Sì, questo può essere un bene, ad esempio quando i passaggi sono semplici abbastanza da riuscire a prima vista o comunque quando non sono talmente complicati da destare chissà che tipo di preoccupazione. Ma che succede quando la “soglia di preoccupazione” è troppo bassa? Cosa fare quando, avvicinandosi quel solo che non riesce mai come vorresti, mentre le mani vanno per conto proprio, inizi a sperare che le orecchie di tutti quelli che si trovano nel raggio di qualche Km smettano di funzionare? Escludendo la fuga, non resta che sperare che riaffiorino risorse nascoste chissà dove (sempre ammesso che ci siano, ovviamente) e che comunque tutto passi il più in fretta possibile.
Da qualche parte ho letto che chi suona l’ottavino deve avere “l’anima del solista”, ovvero un’innata capacità di gestire con prontezza e disinvoltura questo tipo di situazioni. In effetti l’ottavino è uno strumento di cui molti flautisti farebbero volentieri a meno perchè è difficile da padroneggiare e perchè in esso tutto si moltiplica: non solo la frequenza dei suoni, ma anche la difficoltà nel coordinamento delle dita e l’incertezza nell’intonazione e nella risposta dello strumento. Tuttavia, superata quella fase di diffidenza iniziale, il timbro argentino e brillante del piccolo e quel suo carattere audace ed esuberante riescono a coinvolgere e appassionare.

Ora guardate un po’ questo video:



LE MERLE BLANC, una polka composta nel 1890 da Eugene Damarè, originariamente per ottavino e pianoforte, in cui l’ottavino riproduce in un modo eccellente il cinguettio del merlo. Il brano, che è un must per ogni più ambizioso ottavinista, consente di apprezzare ai più alti livelli le brillanti caratteristiche dello strumento.

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Strumenti Musicali : Strumenti a percussione
Inviato da Aurora il 18/9/2008 23:52:25 (692 letture)
Strumenti Musicali

Nelle precedenti news abbiamo conosciuto a grandi linee gli ottoni e i legni ,non mi rimane che parlarvi degli strumenti a percussione ;si tratta di una famiglia piuttosto numerosa,infatti di essa ne fanno parte diversi tipi di strumenti,che hanno in comune il fatto di essere posti in vibrazione mediante una percussione.
È importante dire che questi strumenti servono a sottolineare il ritmo della composizione o a renderla più varia. Possiamo dividere questo gruppo in due classi: strumenti a suono determinato (suoni di altezza definita)e strumenti a suono indeterminato(di altezza non precisa) ,la prima classe(strumenti a suono determinato)a sua volta è divisa in strumenti :melodici(capaci di produrre una melodia con suoni diversi) e a un solo suono(che emettono una sola nota).

DETERMINATI:Xilofono,marimba,vibrafono,campanelli,celesta,campane tubolari,timpani.

INDETERMINATI:Piatti,triangolo,tam-tam,gong,nacchere,maracas,tamburi vari,grancassa.

Vengono chiamati Membranofoni gli strumenti formati da una o due membrane tese su una cassa di risonanza (maggiore è la tensione della membrana più acuto è il suono)di questa famiglia ne fanno parte:il timpano ,il tamburo, la grancassa e il tamburello basco.
Uno strumento a percussione si definisce invece Idiofono quando vibra il suo stesso “corpo”.I principali Idiofoni sono :

A percussione,xilofono ,vibrafono,gong,campane tubolari (generalmente vengono percossi con una mazza o con bacchette o con un martello ricoperto di feltro).

A raschiamento
la raganella .


A Concussione
nacchere ,frusta,piatti (si ottiene il suono scontrando le più parti dello strumento ).

A percussione diretta
grancassa(a pedale) e celesta (a tasto ).




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Strumenti Musicali : FLAUTO TRAVERSO
Inviato da Daniela il 15/9/2008 9:30:00 (934 letture)
Strumenti Musicali


Il flauto traverso è uno strumento musicale della famiglia dei legni e quindi è un aerofono. L'attribuzione del flauto - oggi quasi sempre costruito in metallo - alla famiglia dei legni deriva dal fatto che, fino al XIX secolo, la quasi totalità dei flauti erano in legno.
Viene suonato in posizione trasversale asimmetrica, con il corpo dello strumento alla destra dell'esecutore ("di traverso") e da ciò trae il proprio nome(anticamente: traversiere).
COMPOSIZIONE
I flauti traversi moderni sono strumenti comunemente in metallo (alpacca argentata, argento, oro, platino), ma talvolta anche in legno, composti da 3 parti:
Testata
Corpo centrale
Trombino o piede

I 3 pezzi vengono montati assieme tramite innesti a baionetta: lo strumento montato è lungo circa 65 centimetri con un diametro interno di circa due centimetri.
La testata è inserita nel corpo tramite un innesto lungo alcuni centimetri, che viene usato come dispositivo di accordatura: variando l'inserimento della testata nel corpo in modo da regolare la lunghezza complessiva dello strumento e, di conseguenza, l'intonazione. La testata è chiusa a un'estremità da un tappo dotato di un foro filettato che ne permette l'aggiustamento mediante la rotazione di una ghiera ("tappo a vite") e la cui funzione è quella di permettere l'accordatura delle ottave, operazione che viene fatta raramente.
Il corpo contiene tutte le altre chiavi, con una disposizione che ammette alcune varianti. Le più popolari riguardano le chiavi del Sol che possono essere allineate (Sol in linea) o leggermente spostate verso l'esterno per una posizione più comoda delle dita (Sol fuori) e il cosiddetto "Mi meccanico" o “Mi snodato” un dispositivo che facilita l'emissione del Mi7. Le opinioni dei flautisti su quest'ultimo dispositivo sono discordi: alcuni ne sono decisi assertori, altri ritengono che l'appesantimento della meccanica non sia compensato dalla facilitazione da esso introdotta.
Esistono due versioni di trombino: in Do (la più comune) porta tre chiavi comandate da un gruppo di leve, azionate con il mignolo della mano destra, che permettono di produrre le note Do4 Do#4 (ottava grave) e Re#4 (ottava grave e intermedia). Più rari sono i trombini discendenti al Si (Si3) essi sono più lunghi e hanno una chiave addizionale che viene comandata da una leva dedicata, inserita nel gruppo che comanda le altre chiavi. Oltre alla produzione del Si3, questa chiave, se presente, facilita notevolmente anche l'emissione del Do7 (la nota più alta dell'estensione standard del flauto).
[La forma moderna del flauto (cilindrico, a dodici o più chiavi) è dovuta alle modifiche applicate ai flauti barocchi (a loro volta derivanti da più antichi flauti a sei fori) dal tedesco Theobald Boehm (1794-1881) e ai successivi perfezionamenti ideati dai fabbricanti di scuola francese.]
ESTENZIONE
Il più usato dei flauti (flauto traverso in Do) possiede un'estensione che va dal Do centrale (Do4) fino al Do7 e comprende quindi 3 ottave.
TIMBRO
Il flauto possiede un suono leggero e rotondo, ma corposo e robusto nel registro grave e non eccessivamente penetrante. Per questo motivo è utilizzato per alcuni assoli di particolare atmosfera. Inoltre, la sua discendenza popolare (non bisogna dimenticare che, essendo uno degli strumenti di più facile fabbricazione, il flauto è anche uno dei più antichi e diffusi nella musica popolare) faceva sì che il flauto evocasse ambienti pastorali e bucolici, molto frequentati in musica e nelle arti in genere dal XVI al XIX secolo.

PRODUZIONE DEL SUONO
L'emissione del suono è dovuta all'oscillazione della colonna d'aria che, indirizzata dal suonatore contro il ciglio del foro d’insufflazione presente sulla testata (boccola o bocca), forma vortici che ne provocano l'oscillazione dentro e fuori dal foro mettendo in vibrazione l'intera colonna d'aria. L'emissione di note di diversa altezza avviene chiudendo i fori tramite un complesso sistema di chiavi, cosicchè, ad ogni movimento delle dita corrisponde un allungamento o accorciamento del tubo risuonatore e, dal momento che, in virtù delle leggi acustiche, l’aria spinta in un tubo vibra a una velocità inversamente proporzionale alla lunghezza del tubo stesso, a un tubo più lungo corrisponde una vibrazione più lenta, e quindi un suono più grave, e viceversa.

LA FAMIGLIA DEI FLAUTI
Proprio sulla base del principio suesposto (vibrazioni in tubi risuonatori più corti producono suoni più acuti, mentre in tubi più lunghi, suoni più gravi) e di altri elementi variabili (meccanici, estetici), abbiamo diversi tipi di flauti. Quelli di uso comune sono, oltre il flauto ordinario, l'ottavino, intonato un’ottava più alta al flauto ordinario, il flauto contralto, solitamente intonato una quarta più bassa rispetto al flauto ordinario e, più raramente, il flauto basso in Do, intonato un’ottava più bassa. Gli altri membri della famiglia, tutti rari o rarissimi, trovano impiego solo nelle orchestre di flauti anche a causa dell'elevato costo e dell'intonazione problematica.

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Strumenti Musicali : E tu che estensione vocale hai?
Inviato da dinuz il 2/9/2008 14:00:00 (1799 letture)
Strumenti Musicali

[In parole semplici] Per estensione vocale intendiamo quelle note che si riescono a raggiungere cantando; Come fare!? semplice; basta avere un pianoforte o una semplice tastierina... emettere con la voce la nota più bassa e più alta che si riesce ad emettere e trovare le note corrispondenti sulla tastiera. Una volta trovata la nota più alta e più bassa che si riesce ad emettere con la voce... il divario che c'è tra la nota più bassa e quella più alta è la tua estensione vocale che si misura in "ottave".
A seconda dell’estensione vocale e del timbro dividiamo la voce umana in sei categorie. Queste differenze derivano dalle dimensioni più o meno sviluppate degli organi, costituenti l’apparato vocale ed anche dall’esercizio e dalla tecnica giusta acquisite con lo studio del canto.

Le voci femminili si classificano in:
- SOPRANO (Voce acuta)
- MEZZOSOPRANO ( voce media)
- CONTRALTO (voce grave)
Nel mondo operistico si distinguono ulteriormente in Soprano leggero, di mezzo carattere o lirico, e drammatico

Le voci maschili si distinguono in:
- TENORE (voce acuta)
- BARITONO (voce media)
- BASSO (voce grave)
Anche qui nel mondo operistico abbiamo altre sottoclassificazioni in: Tenore leggero, di mezzo carattere o lirico, drammatico, basso baritonale o cantante, basso comico.

Ognuna delle suddette categorie di voci ha su per giù l’estensione di due ottave.
Le voci femminili corrispondono nella gamma rispettivamente ad un’ottava più alta delle maschili.

Nel registro vocale distinguiamo il:
- registro di petto, tipico delle note gravi che trovano naturale risonanza nella cassa toracica (parte superiore)
- registro di mezzo o misto; dove man mano che si passa alle note acute la risonanza si sposta nella cavità faringea e orale
- registro di testa, per le note acute che vanno a risuonare nella cavità nasale e seni frontali

Ecco una tavola riassuntiva dei vari registri vocali; cosa aspettate!! scoprite la vostra estensione vocale!!!


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